I funghi Prugnoli

Ormai è scientificamente provato: una passeggiata nel bosco ha funzione terapeutica contro ansia, depressione e tensione. Ma non è tutto. Talvolta il bosco può riservarci altre piacevoli sorprese. In certe circostanze sembrerebbe perfino testimoniarci riconoscenza. Ma forse…si tratta solo di fortuna!

Bosco di Casalina, in Valdantena
Bosco di Casalina, in Valdantena, vicino al B&B Eremo Gioioso

Oggi, ad esempio, mentre facevo una delle mie consuete passeggiate nel bosco, ho iniziato a raccogliere le cartucce che qualche poco educato cacciatore, aveva abbandonato sul terreno. In prossimità di una di queste, l’occhio è stato attratto da una cinquantina di funghi che, a breve distanza l’uno dall’altro, coprivano una zona circoscritta di terreno. Un’emozione non banale: se non è riconoscenza questa!

I Prugnoli: funghi saporiti

I funghi che il bosco, tanto generosamente, mi ha regalato sono caratterizzati da un ottimo profumo ed un sapore delicato. Il nome con il quale sono conosciuti è Prugnoli, mentre il corretto termine scientifico utilizzato per identificarli è Tricholoma georgii – Lyophillum georgii.

Per la maggior parte, come il nome già sta ad indicare, nascono in terreni in cui abbondano gli spinosi arbusti di prugnolo. Peraltro è possibile trovarne anche presso agglomerati di rovi, biancospino, rosa canina, o, ed in questo caso diventa più facile raccoglierli, su prati a margine del bosco.

Il prugnolo si manifesta in presenza di temperature miti: né troppo fredde né troppo calde, tra i 18° ed i 25° C. Pertanto, in Valdantena, zona preappenninica, appare fra la seconda metà di Aprile e la prima di Maggio, a seconda dell’andamento stagionale.

I Prugnoli in cucina

Il modo migliore di gustare i funghi prugnoli è quello di farne un sugo da utilizzare, possibilmente, su tagliatelle fatte in casa. Qualora ciò non sia possibile, scegliendo comunque qualità di pasta realizzate con trafile in bronzo, utili a conferire la ruvidezza necessaria a trattenere il condimento.

La ricetta

Tagliare a listarelle i funghi prugnoli, facendoli quindi soffriggere brevemente con una noce di burro ed un cucchiaio di olio extravergine di oliva.

A questo punto aggiungere, facendolo poi sfumare, meno di ½ bicchiere di vino bianco, ideale sarebbe una Durella, vitigno autoctono lunigianese che ad una buona struttura unisce profumi di erba fresca e fiori bianchi.

Una volta evaporato il vino, aggiungere prezzemolo tagliato fine ed una spruzzata di pepe nero, senza eccedere per non coprire il sapore delicato del fungo.

Versare quindi il condimento ancora caldo sulla pasta scolata al dente e…buon appetito!

Prugnoli e vecchie cartucce
Raccolta e pulizia nel bosco

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