La disfida dei Falò a Pontremoli

Pontremoli: una città con una lunga storia

La disfida dei falò, a Pontremoli, ha radici millenarie.

Come risaputo, quello pontremolese è un nucleo abitato risalente all’antichità. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi, là, dove storia e leggenda spesso risultano inestricabili.

A lungo è stata accreditata l’ipotesi che questa città, oggi, altro non sia che quello che il normale evolversi dei tempi ha fatto in modo che divenisse l’antica Apua, leggendaria capitale dei combattivi Liguri Apuani.

Quello che, comunque è certo ed incontrovertibile è che già intorno al 2000 a.C. su questo territorio si era stabilito un popolo che aveva una propria cultura, i propri dei e che, in loro onore, allestiva cerimonie rituali.

Una testimonianza, ormai famosa ovunque, in merito a queste popolazioni ed al loro progressivo evovelversi, è fornita dalle numerose Statue Stele che ancor oggi vengono disotterrate o riemergono nei luoghi più disparati.

Statue Stele raccolte ed esposte in uno dei più suggestivi ed apprezzati musei della Toscana: quello a loro dedicato ed allestito all’interno del castello del Piagnaro.

Il falò: da cerimonia propiziatoria a sfida rionale

La disfida dei falò: un appuntamento che ogni anno si rinnova

Meno nota ma altrettanto antica e radicata è una cerimonia propiziatoria che, agli albori, praticata solo al fine di accattivarsi le divinità della natura è andata assumendo, nel tempo, caratteri diversi.

Pur mantenendo il suo aspetto augurale, anche se in senso più esteso rispetto a quello originario, ne ha assunti di ulteriori.

Quello di distacco definitivo da ogni aspetto doloroso del passato ed, ancor più, un elemento rional competitivo. Ed è quest’ultimo quello che ha contribuito a mantenere in vita la tradizione ed a renderla sempre più partecipata.

Una disfida fra i due quartieri storici e tutt’oggi più popolosi della città. Una competizione che vede l’impegno di molte persone durante il corso dell’anno nella raccolta e ammasso degli arbusti.

Un indispensabile carburante per il falò che, sistemato in fascine, deve essere custodito in luoghi segreti per evitare episodi di sabotaggio, avvenuti più volte in passato.

Peraltro, secondo un codice d’onore non scritto ma rispettato, tali gesti non sono ritenuti scorretti se compiuti fino ai due giorni precedenti l’incendio della pira.

Nelle settimane della disfida, gli abitanti dei quartieri contrapposti difficilmente escono di casa se non indossando orgogliosamente la felpa con i colori che li contraddistingue, azzurro per san Nicolò e rosso per San Geminiano.

Battute salaci, sottili ironie alimentano in quei giorni la rivalità ed impediscono frequentazioni confidenziali con rappresentanti del rione rivale.

Poi, la disfida ha corso. Alla sua conclusione viene proclamato il borgo vincitore e dal giorno successivo per una cinquantina di settimane a seguire non esiste più divisione alcuna.

Ci si incontra, ci si saluta e, spesso, si fa un salto al Bar per celebrare insieme il piacere di essere pontremolesi e fino all’anno successivo…la disfida dei falò viene archiviata!

Pontremoli: la disfida dei falò